Se una notte d’inverno un viaggiatore
Dell’intrecciare le tracce o della necessità di lasciare tracce!
Caro Andreas, permettimi di dare un titolo a questa “microtesi”, non per creare una scatola vuota, ma per esporti il luogo dove sono arrivata, ovviamente per ripartire (non a caso ti ho chiesto di seguirmi nella fase finale di questo percorso, cioè la tesi).
Se una notte d’inverno un viaggiatore è un romanzo di Italo Calvino pubblicato nel 1979.
Il romanzo ha la struttura di un metaromanzo: all’interno della storia principale si inseriscono altre storie, slegate dal contesto generale. I capitoli dispari portano avanti la trama del romanzo, che funge da filo conduttore e da pretesto per raccontare storie diverse. Gli incipit delle storie sono narrati nei capitoli pari. Il romanzo è composto complessivamente da 22 capitoli, 12 numerati e 10 con un titolo, corrispondente ai “romanzi” inseriti nel libro.
La trama iniziale della storia principale è semplice: un Lettore, attirato dal titolo di un nuovo romanzo in libreria, lo compra e in ogni suo momento libero lo legge. Il libro comincia così: Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo ” Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’indistinto.
In questo spirito comincio il mio viaggio nel tuo corso. E per compiere il mio viaggio in questa notte d’inverno scelgo un capitolo, che si intitola “In una rete di linee che si allacciano”: L’ideale sarebbe che il libro cominciasse dando il senso di uno spazio occupato interamente dalla mia presenza, perché intorno non ci sono che oggetti inerti, compreso il telefono, uno spazio che sembra non possa contenere altro che me, isolato nel mio tempo interiore, e poi l’interrompersi della continuità del tempo, lo spazio che non è più quello di prima, perché è occupato dallo squillo, e la mia presenza che non è più quella di prima perché è condizionata dalla volontà di questo oggetto che chiama. Forse l’errore è stabilire che in principio ci siamo io e un telefono in uno spazio finito come sarebbe casa mia, mentre quello che devo comunicare è la mia situazione in rapporto con tanti telefoni che suonano, telefoni che magari non chiamano me, non hanno con me nessun rapporto, ma basta il fatto che io possa essere chiamato a un telefono a rendere possibile o almeno pensabile che io possa essere chiamato da tutti i telefoni. leggi tutta la mia microtesi







[...] a Marvi la riscoperta di questo brano scritto da Italo Calvino nel 1979, nel romanzo Se una notte [...]
Cioao maestra,come stai?
Il tuo blog è molto bello!
Però è un pò lungo
Cioao maestra,come stai?
Il tuo blog è molto bello!Però è un pò lungo
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